La legge in Italia

La legge in Italia

 

Il divieto definitivo della commercializzazione di shopper non biodegradabili risale al 2012, ma è a partire dal 21 agosto 2014 che esistono sanzioni amministrative pecuniarie per chi non rispetta tale divieto. In particolare, come leggiamo sul sito della Camera dei deputati, la legge prevede sanzioni per la commercializzazione

  • di sacchi per l’asporto merci (shoppers) monouso realizzati con polimeri non conformi alla norma tecnica armonizzata UNI EN 13432:2002;
  • nonché di shopper riutilizzabili non conformi alle caratteristiche di spessore e di presenza di materiale riciclato fissate dal decreto interministeriale 18 marzo 2013 che prevede uno spessore di 200µ e minimo il 30% di materiale riciclato per sacchetti per uso alimentare e 100µ e minimo il 10% di materia riciclata per quelli per suo non alimentare.

Dal divieto di commercializzazione, secondo quanto stabilito da tale decreto, sono esclusi i sacchi riutilizzabili per l’asporto delle merci realizzati in carta, in tessuti di fibre naturali, in fibre di poliammide e in materiali diversi dai polimeri.

Le sanzioni variano dai 2500 ai 25000€ che possono anche quadruplicare in caso di quantità ingenti di sacchetti commercializzati.

È inoltre recente (novembre 2016) l’approvazione in via preliminare della direttiva europea 2015/720 da parte del Consiglio dei Ministri. Tramite questa direttiva si vorrebbero eliminare definitivamente i sacchetti in plastica leggera che usiamo normalmente nei supermercati per la frutta e la verdura per sostituirli con sacchetti biodegradabili e compostabili in plastica più pesante .

L’obiettivo richiesto dell’Unione Europea è di ridurre del 50% le buste in plastica nel 2017.

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